Trattamenti

 

Prima di capire quale potrebbe essere il trattamento più indicato, è necessario sottolineare che i Disturbi Alimentari hanno una doppia componente: una componente organica, perchè si può andare incontro a problematiche cardiache, gastroenterologiche, alterazioni della funzione renale ecc., ed una componente psichiatrica, poichè possono essere presenti depressione, ansia o disturbi di altro genere. 

E’ per questo motivo che il trattamento ambulatoriale ma anche quello di maggiore intensità, come quello residenziale, è fondato sulla copresenza di figure di professionisti diversi, tra cui nutrizionista, psichiatra, psicoterapeuta, dietista e medico internista.

La cura dei DA si muove quindi su un doppio registro: il registro che considera gli aspetti specifici del DA con tutte le sue conseguenze organiche e gli aspetti più generali che possono avere a che fare con la disregolazione emotiva, le difficoltà interpersonali e con i disagi in termini di senso di efficacia (associato spesso ad una sintomatologia ansioso depressiva).

Il trattamento deve inoltre considerare l’età del paziente, la gravità e la durata della malattia.

Il trattamento precoce risulta essere quello con maggiori probabilità di riuscita ed è quello che ha una diagnosi migliore. Parlando di trattamento precoce, si fa riferimento ad un trattamento che inizia entro i tre anni dall’esordio.

La recente lettaratura scientifica ha fornito principali linee guida e indicazioni internazionali sul trattamento dei disturbi dell’alimentazione in generale. Le linee guida possono avere un ruolo importante nella definizione della politica sanitaria e sono in genere formulate per coprire gli argomenti in un continuum terapeutico (dalla promozione della salute, allo screening e alla diagnosi).

Il National Institute for Clinical Excellence (NICE) ha pubblicato il 23 maggio 2017 un aggiornamento completo delle linee guida NICE CG9 del gennaio 2004; esse forniscono raccomandazioni per identificare, valutare, monitorare, trattare i bambini (0-12 anni), i giovani adulti (13-17 anni) e gli adulti (più di 18 anni) con disturbi dell’alimentazione.

Per l’Anoressia Nervosa negli adulti le linee guida raccomandano di considerare la terapia cognitivo comportamentale per i disturbi dell’alimentazione (CBT-E), il Maudsley Anorexia Nervosa Treatment for Adults (MANTRA) e lo Specialist Supportive Clinical Management (SSCM). Se questi tre trattamenti non sono accettati, sono controindicati o inefficaci, può essere considerata la psicodinamica focale (FPT).

Per l’Anoressia Nervosa nei bambini e nei giovani adulti è raccomandato come intervento di prima scelta il trattamento basato sulla famiglia (FBT), che sostanzialmente è caratterizzato da un impegno da parte dei genitori che vengono guidati dal terapeuta per aiutare il paziente a ripristinare il peso e il comportamento alimentare, a riprendere quindi un normale sviluppo adolescenziale che appare bloccato dalla condizione anoressica.

Per gli adulti con Bulimia Nervosa o Disturbo da Alimentazione Incontrollata va considerato come intervento di prima scelta l’auto-aiuto guidato (GSH) basato sulla CBT. Se questo trattamento non è accettato, è controindicato o risulta inefficace, può essere considerata la CBT-E.

Un altro livello di trattamento molto importante, soprattutto in situazioni caratterizzate prevalentemente da discontrollo alimentare riguarda quei tipi di intervento, come la Terapia Dialettico Comportamentale (DBT), finalizzati ad una maggiore comprensione, gestione e regolazione degli stati emotivi.

Infine sempre nel trattamento psicoterapico appare centrale un’attenzione a quelli che sono i meccanismi di funzionamento cognitivo di questi pazienti, che hanno delle peculiarità definite deficit della coerenza centrale o inflessibilità cognitiva, che rinviano a specifiche modalità di elaborazione delle informazioni che provengono dal campo delle relazioni interpersonali. Questi pazienti infatti hanno una particolare rigidità nel gestire situazioni interpersonali ed emotive, ed esistono protocolli di intervento finalizzati a ridurre questa inflessibilità.